Le Favole

Il 1997 segna l’inizio di un percorso che verrà ripreso nel 2006, definito dall’artista il ciclo delle Favole.

Ancora una volta il mito diventa la lente attraverso cui 
leggere la realtà. L’iconografia mitologica crea l’ambientazione delle scene di vita quotidiana; in piccoli spazi pittorici uomini e animali recitano la parte delle divinità.

Lo stile della Catania Sotterranea si affina e si alleggerisce, sia nella resa formale che nelle soluzioni cromatiche, per lasciare uno spazio nuovo al bianco. Con fugaci pennellate Santacroce realizza profili taglienti di personaggi e contesti tratti dalla 
lezione di Esopo.

La struttura della favola, lineare ed essenziale dal preciso valore didattico, viene frantumata e rappresentata in 
un’unica sola sequenza, mantenendo la propria forza attrattiva. 
Le qualità morali rappresentate dagli animali, diventano semplici forme. 

Il mito come conseguenza della cultura mediterranea viene dipinto con la medesima luce. Una luce determinata solo dal colore che non ha bisogno di essere supportato dal 
segno. Il ciclo delle Favole racconta perfettamente il valore intellettuale dell’artista.

Egli accetta la sfida più grande e si mette a confronto con l’immaginario classico «[...] rappresentare un mito in immagini è molto più che padroneggiare una tecnica che si può imparare in accademia, significa evocare la vita» (Bernard von Waldkirch, Mythos und Traum zu den Fabeln von Antonio Santacroce - Il mito e il sogno dalle Favole 
di Antonio Santacroce - in Le stanze del Sogno - Edizioni Kalos, 2007).

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@2018 by Marco Platania